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La solidarietà non ha confini ed è colorata

Sono vicinissimo ai quarantasette migranti assai sofferenti ancora ospiti della “Sea Watch”. Non ne faccio assolutamente una questione di credo politico o religioso, di confini violati o meno, di interessi economici veri o inesistenti, di sicurezza nazionale a rischio o neppure rasentata, di buonismo sano o esibizionistico… tutto questo non mi interessa, non mi sfiora minimamente e non intendo disquisire su argomenti complessissimi dove ogni elemento trattato diventerebbe opinabile e oggetto di scontro; qui si tratta solo ed esclusivamente di UMANITÀ. Qui è in gioco la vita di Esseri Umani! Conosco molto bene l’Umanità scappata dalle guerre e dalle carestie e solo su questo argomento desidero soffermarmi, riflettere e discuterne pacificamente.

Deve essere l’Alto Commissariato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite (UNHCHR o OHCHR con sede operativa a Ginevra) ad indicarci alcune regole umane? Non la nostra coscienza?

Credo fermamente che ogni uomo abbia il sacrosanto diritto di esprimere, con parole ed azioni, i propri pensieri purché questi siano sempre rispettosi dei diritti altrui e, in ogni caso, non legati al colore della pelle o alla provenienza geografica di qualsiasi essere umano.

“LA SOLIDARIETÀ NON HA CONFINI È HA NUMEROSI COLORI… UN ARCOBALENO CHE TOCCA GLI ESTREMI DEL MONDO”

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