In Bosnia ed Erzegovina, nella zona di Bihac -territorio che fu martoriato da una terribile guerra tra il 1991 e il 1995-, sono accampati migliaia di migranti e di profughi provenienti prevalentemente dal Pakistan, dall’Afghanistan, dal Bangladesh, dalla Siria e dall’Iran. Sono in maggioranza giovani uomini ma ci sono anche donne e bambini; hanno percorso la lunga e pericolosa ‘rotta balcanica’ riuscendo ad attraversare numerosi confini per arrivare in Europa ma, ahimè, da mesi sono bloccati al confine con la Croazia. Molti di essi vivono in condizioni disumane: privi di cibo quotidiano, senza un vero riparo dalle intemperie, in balia alla pandemia e ad altre malattie.
Hanno rimosso il loro passato per non soffrire di più. Non hanno un presente; il loro futuro è sospeso… interrotto. Non hanno più nulla; la loro dignità è svanita… i loro sogni dissolti nel fango.
A tutti loro offro la mia personale solidarietà nonché una ”Preghiera Universale”.

