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Un profugo non è un criminale

Facciamo finta che io sia il compagno di una donna che amo nonché il padre di tre meravigliosi bambini.

Facciamo finta che la nostra piccola casa stia sotto le bombe che uccidono e devastano umanità e materia.

Facciamo finta di non avere cibo, acqua e un luogo sicuro ove proiettare una vita umilissima.

Facciamo finta che io abbia il coraggio di partire per salvare l’esistenza dei miei cari.

Facciamo finta che la mia famiglia raggiunga, con infernale cammino, un barcone tarlato o un confine con filo spinato.

Facciamo finta che l’imbarcazione affondi in un mare nero o il filo con spine metalliche trafigga le nostre magrissime carni.

Facciamo finta che un ‘guerriero di pace’ ci salvi ma il nostro passaporto del quinto mondo non sia compatibile con il primo mondo.

Facciamo finta che tutto questo sia la terribile proiezione mentale di un incubo notturno.

Il mio inchiostro è, ahimè, terminato pertanto chiudo e firmo.

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P.S. Chiedo venia ma ho dimenticato il mio nome sotto le bombe o durante il lungo cammino.

Aurelio Blengino

“L’Arte per la Pace”

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