UN PITTORE CHE ESPRIME POESIA E SENTIMENTO

L'elemento mobile e fantastico nella carica emozionale del colore, distingue l'originale espressione pittorica dell'artista Aurelio Blengino in una dimensione che coniuga il reale con l'immaginario, l'enigma con la poesia, la razionalità ed il sentimento delle cose.

Nascono così, dipinti di onirica bellezza, in cui il mondo visibile è ricreato fantasticamente con armonie inedite nella varietà dei fermenti ispirativi, dove il gioco guizzante del colore dalle brillanti tonalità, tra contrasti metrici, concretizza una realtà astratta tra allusioni esistenziali e simbologie, percorrendo i labirinti del pensiero nell'evocazione di una pittura surreale, da Mirò a Dalì, per progredire nell'essenzialità di un'arte Kandinskiana, in cui vi è l'esaltazione del ritmo lirico di libere forme geometriche che si evolvono in fluidità e trasparenze nell'alchimia coloristica, dove ogni colore è l'espressione dell'intima emozionalità. Ecco che allora, nella straordinaria e complessa trama pittorica, ricca di un intenso cromatismo, tra i rossi fiammeggianti, i gialli dorati, i verdi variegati e gli azzurri luminosi, il colore ha sempre il ruolo di protagonista, mentre la libera e naturale gestualità nell'immediatezza del riflesso, esprime i sottili mutamenti d'animo che si abbandonano alle forze del sogno e dell'inconscio nella poetica dell'immaginario. Oltre la stessa concettualizzazione dell'immagine, quindi distingue la splendida narrazione pittorica di Aurelio Blengino, dove le rapide e spontanee pennellate, tra velature di luminosità, svelano nell'alchimia cromatica raffigurazioni dinamiche nel vorticoso turbinio di colori, mediante un originale ed autentico linguaggio simbolico-espressionista che supera i dettami accademici, libero da ogni forma precostituita per trasmettere nel colore l'espressione interiore, filtrando la realtà con un'evasione fantastica, ma direi spirituale. Ecco perché, si evidenzia nel suo percorso creativo un eclettismo di linguaggio pittorico, da Kandinsky del periodo parigino verso un orientamento futurista e surreale nel travisamento della realtà per giungere ad una forma scultorea surreale ed onirica che manifesta l'odierna cultura avveniristica, orientata sempre verso nuove forme espressive per un'inedita idea d'arte. Alla fine, tra enigma e poesia, si immergono nel magma del colore vortici cromatici di una libera e informale gestualità astratta, mentre si apre ad una dimensione sconosciuta e surreale che appartiene alla dimora esistenziale dell'autore, quel logos ideale di emozioni, in cui le immagini trasfondono trame di energia e di vitalità. La trasfigurazione visionaria del mondo visibile si rivela tra liriche suggestioni di colore, dove la matrice futuristica è evidente nella gestualità astratta, determinando un'arte cinetica nell'illusione ottica che evoca il filone storico dell'Optical art nell'incanto di un sogno.

E proprio, l'espressione sognante ed inquieta dell'artista Aurelio Blengino rivela la sua ansia di ricerca e conoscenza per tradurre pittoricamente l'invisibile del mondo apparente, attraverso il vigore di una libera gestualità nell'apparizione magica di liriche lontananze, tracce del vissuto verso un unità concettuale che fonde magistralmente la continuità storica con l'avanguardia, dove le oniriche visioni aprono nuovi orizzonti alla fantasia creativa, superando la tangibilità realistica in una narrazione allusiva, quanto fantastica, di una sognante irrealtà nella ricerca dell'impossibile. 

Critico d'Arte Accademico: CARLA D'AQUINO MINEO.